Quando si usa il SI

Il si (senza accento) è una particella della grammatica italiana che ha diversi significati. Lo usiamo con:

I verbi riflessivi e reciproci, alla terza persona singolare e plurale (lui, lei, Lei, loro):

Carla si pettina con cura.

Carla pettina i propri capelli. In questo caso, il verbo ha valore riflessivo.

Le mie due gatte si guardano con odio.

In questo caso, invece, il verbo ha valore reciproco, perché Katia guarda Lisa e Lisa guarda Katia (Katia e Lisa sono i nomi delle mie gatte)

Ester si veste sempre con eleganza.

Ancora un esempio di verbo riflessivo. Con questa frase, infatti, intendiamo dire che Ester veste se stessa.

Vediamo un ultimo esempio di verbo con valore reciproco:

Roberto e Luca si sono incontrati dopo due anni

Roberto incontra Luca e Luca incontra Roberto.

I verbi alla terza persona singolare per la costruzione della forma impersonale:

In Italia si mangia bene.

Con questa forma non ci interessa dire che una persona in particolare mangia bene, ma che quasi tutte le persone che vanno in Italia o che ci vivono di solito mangiano bene.

Similmente, nella frase:

Si parte dalla stazione

ci interessa poco sapere chi parta, ma vogliamo solo dire da dove lo fa. Il soggetto, non specificato, può essere NOI

Partiamo dalla stazione

Oppure può essere molto più generico:

Di solito la gente parte dalla stazione.

Vediamo un altro esempio:

Si dice che Lucia sia stata licenziata.

Non sappiamo chi di preciso lo dica: qualcuno, i colleghi, forse gli amici, o, in generale, la gente. La spersonalizzazione, che troviamo in questa particolare forma del verbo dire, conferisce alla frase, tra l’altro, un grado di incertezza, che rende necessario l’uso del congiuntivo ( sia stata licenziata).

E analogamente:

Si parla molto dell’incendio di Notre Dame.

Anche in questo caso, molte persone parlano dell’incendio, ma non è necessario, né interessante, dire chi lo faccia.

I verbi transitivi alla terza persona singolare e plurale, per la costruzione della forma impersonale passivante:

verbi transitivi sono quelli legati al complemento oggetto, cioè quell’ elemento della frase che risponde alle domande “chi?” e “che cosa?”.

Nella frase:

Io mangio una mela

il verbo mangiare è un verbo transitivo perché è legato alla parola mela. Mangio ( che cosa?) una mela.

Vediamo come questi verbi si comportano in presenza del SI

Certe serie tv si guardano molto volentieri.

Questa struttura è molto simile a quella dei verbi riflessivi. Tuttavia, è abbastanza difficile che una serie televisiva guardi se stessa. La serie televisiva è guardata da qualcuno, dai giovani tra i 13 e i 18 anni, per esempio, o tra gli anziani; diciamo in generale da un pubblico di spettatori. Eppure, con una frase, come quella citata, vogliamo marcare che certe serie riscuotono successo e, di conseguenza, sono guardate volentieri da un vasto pubblico o da una porzione di pubblico ben nota nel contesto in cui viene pronunciata la frase.

L’anno scorso si è consumata molta meno carne in Italia

Anche in questo caso, sappiamo per certo che la carne è stata consumata da qualcuno e non si è consumata da sola. Quando usiamo questa forma, ci interessa parlare della carne ( per la precisione, della quantità di carne acquistata e mangiata l’anno scorso in Italia) e non abbiamo bisogno di specificare, forse perché è evidente, chi l’ha consumata.

Nota:

Quando il si riflessivo incontra il si impersonale in una frase, uno dei due si trasforma in ci, quindi usiamo la forma ci si:

Quando si è in vacanza ci si sveglia tardi.

In questo caso usiamo il verbo riflessivo svegliarsi senza specificare chi si sveglia tardi. Ci interessa solo dire che, di solito, la gente in vacanza si sveglia tardi.