La lingua italiana in cucina: una gricia ai carciofi per la mia amica Anke
Anke è entrata nella mia vita un po’ per caso, come spesso accade con le buone amicizie. Da semplice studentessa di italiano, è diventata una presenza importante, una confidente, una fonte di ispirazione. Ricordo ancora le prime lezioni, un’ora a settimana in cui cercava a fatica di cavarsela con il congiuntivo. Quando ci siamo conosciuti, infatti, aveva già frequentato alcuni corsi di lingua italiana a Berlino.
La sua passione però era evidente e la sua curiosità mi ha spinto a cercare modi sempre nuovi per farle scoprire le sfumature della mia lingua e cultura.
Con il tempo, le lezioni sono diventate conversazioni sempre più lunghe e approfondite. Anke, oltre ad essere una mia studentessa, è diventata un’amica che mi racconta delle sue passioni, della sua vita in Germania e dei suoi sogni. E io, a mia volta, le parlo di me e della mia vita, ma soprattutto della Sicilia, dell’Italia e delle sue tradizioni culinarie.
La cucina italiana: un ponte tra culture
La cucina italiana è sempre stata un elemento centrale nelle nostre conversazioni. Anke è affascinata dai nostri piatti, dagli ingredienti, dai sapori. Mi parla spesso delle ricette che scopre e mi prepara spesso piatti italiani, oltre che tedeschi. Io, dal canto mio, con grande piacere, li provo e rifletto su quali piatti prepararle anche a seconda della stagione dell’anno in cui noi due ci incontriamo.

Il suo primo regalo per me è stato un libro di ricette di insalate. Secondo lei noi italiani non sappiamo proprio cosa sia un’insalata, perché condiamo la lattuga o la rucola con olio, sale e limone. Questa povertà di fantasia da parte nostra all’inizio non le dava pace. Non poteva credere che un popolo famoso in tutto il mondo per la sua cucina, potesse privarsi del piacere della senape, della marmellata, del miele nell’insalata. Ecco perché aveva deciso di convertire almeno me con il suo libro. La cosa mi aveva divertito non poco 🙂
La gricia ai carciofi
Una delle ricette che più l’hanno colpita ultimamente è la pasta alla gricia. Un piatto semplice, ma ricco di sapore, che rappresenta alla perfezione la cucina romana. Per prepararla, ho iniziato mettendo a soffriggere il guanciale in una padella. Il profumo che sprigionava era inebriante. Mentre il guanciale diventava croccante, toglievo man mano il grasso con un cucchiaio e lo mettevo in una tazzina. Anke mi osservava curiosa, sorseggiando un calice di Chardonnay un po’ frizzante che avevo preso per l’occasione. Quanto è cambiata la sua vita da quando ha iniziato a studiare l’italiano… e la mia, da quando ho conosciuto lei!

Nel frattempo, ho pulito e tagliato i carciofi, un ingrediente che lei ama molto. I carciofi, con la loro forma particolare e il loro sapore intenso, sono uno dei simboli della cucina mediterranea. Ho tolto dalla padella il guanciale, ho filtrato il grasso e l’ho rimesso in padella, ci ho messo i carciofi e li ho fatti saltare per qualche minuto, fino a quando sono diventati teneri.
La lingua italiana: uno strumento incredibile di condivisione
Mentre la pasta cuoceva, ho raccontato ad Anke la storia della gricia, un piatto povero che nel tempo è diventato un classico della cucina romana.
La lingua italiana è ormai un ottimo ponte tra me e Anke e con lei io oggi posso finalmente usare sfumature della lingua che qualche tempo fa non avrebbe capito e che invece oggi ha fatto sue.
A parte ho fatto la crema di pecorino, con l’ acqua di cottura della pasta e abbondante pepe nero.
Ho poi mantecato la pasta nella padella con la metà del guanciale e dei carciofi e, a fuoco spento, ho aggiunto la crema di pecorino romano. Il profumo che sprigionava dalla padella era irresistibile. Ho servito la pasta ancora fumante, con sopra il guanciale croccante e i carciofi a decorare, accompagnata da un buon bicchiere di quello Chardonnay.
Anke ha apprezzato molto il piatto, e mi ha detto che non vedeva l’ora di farla di nuovo a Berlino.
Una palermitana d’adozione
Quanto spesso viene Anke a Palermo? Almeno due volte l’anno.
Quando ci incontriamo passeggiamo per le vie del centro storico, visitiamo i mercati, assaggiamo le specialità locali. Palermo, con le sue mille contraddizioni, è una città che incanta e affascina.

Lei è diventata una vera e propria palermitana d’adozione. Parla l’italiano fluentemente, conosce tutte le migliori trattorie e sa apprezzare la bellezza di questa città. La sua storia è un esempio per tutti coloro che vogliono imparare la lingua italiana e scoprire la sua cultura.
La Pasta alla Gricia con Carciofi
* Ingredienti:
* 320 g di pasta (tonnarelli o spaghetti, io ho usato lo spaghetto quadrato)
* 150 g di guanciale

* 3 carciofi
* 100 g di pecorino romano grattugiato
* Olio extravergine d’oliva
* Sale e pepe q.b.
* Preparazione:
* Tagliare il guanciale a cubetti e farlo rosolare in padella senza aggiungere olio.
* Pulire i carciofi, tagliarli a fettine sottili e aggiungerli al grasso del guanciale.
* Cuocere la pasta in abbondante acqua leggermente salata.
* Scolare la pasta al dente e saltarla in padella con la metà del guanciale e dei carciofi.
* Mantecare con la crema pecorino romano, aggiungere l’altra parte di guanciale croccante e carciofi e servire.
Buon appetito!